Trieste Contemporanea è lieta di presentare, in co-produzione con l’Institute for Contemporary Art di Zagabria, l’esposizione di Đorđe Jandrić Kodikamo hrpa / Far and Away a Heap, un progetto che esplora il confine tra arte fisica e digitale.
La mostra è realizzata nell’ambito dei “Dialoghi con l’Arte dell’Europa centro orientale 2025” con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia (e sotto il marchio collettivo Io Sono Friuli Venezia Giulia) e si avvale della collaborazione dello Studio Tommaseo.
L’inaugurazione è prevista venerdì 28 febbraio alle 18 in via del Monte 2/1 alla presenza dell’artista croato e della curatrice della mostra Janka Vukmir che in una breve conversazione introdurranno il pubblico nel mondo artistico di Jandrić.
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Đorđe Jandrić, un disegno dalla serie Far and Away a Heap, 2024 (fotografia di Darko Bavoljak, courtesy Institute for Contemporary Art, Zagabria)
Jandrić propone a Trieste due serie di opere a matita su carta, in cui sono disegnati a grafite, con meticolosa precisione, “cumuli” (heaps), numeri e codici QR. Sono disegni che confermano e ribadiscono l’importanza del lavoro manuale. Per quanto riguarda il terzo gruppo di disegni che fanno parte dell’esposizione, “inizialmente non si sa affatto che esista…” scrive Janka Vukmir.
La proposta espositiva, di Jandrić infatti, presentata all’ICA di Zagabria lo scorso aprile, richiede al pubblico di interagire e scansionare i codici QR che conducono a questa terza serie di opere nascoste nel mondo digitale che così si svelano oltre il piano bidimensionale del disegno.
“Ma cosa sono esattamente questi cumuli di Jandrić? – prosegue la curatrice – La sua biografia professionale afferma che ha studiato architettura, abbandonandola in favore dello studio della scultura, ma mai una volta nel suo lavoro ha abbandonato i principi di base del pensiero spaziale. È interessato a numeri, disegno, geometria, spazio, volume, concetto, analisi e contesto, praticamente le basi per elaborare un progetto (planning). Quando ha introdotto nel suo lavoro l’idea del cumulo, trent’anni fa, questo era in realtà il riflesso dell’atteggiamento secondo cui un cumulo di qualsiasi materiale è una scultura potenziale e che una scultura può essere realizzata in qualsiasi materiale e mezzo poiché, oltre alla tridimensionalità, raggiunge anche un suo volume non semplicemente tramite la materialità della forma ma anche con l’accumulo di contenuto immaginato. Per Jandrić quasi tutto è un cumulo e ogni cumulo è una scultura. Tutto è una scultura, ha affermato in una conversazione durante i preparativi per la sua mostra all’Institute of Contemporary Art. Questi disegni di cumuli devono essere intesi anche in questo modo, come sculture decostruite, suddivise in sequenze di disegni bidimensionali, piani.”
Jandrić invita dunque il pubblico a riconsiderare il concetto di “cumulo” che nell’opera dell’artista trascende la sua dimensione puramente materiale e diventa simbolo di un processo continuo di accumulazione e trasformazione, sia materiale che concettuale. Questi cumuli, ci dice Vukmir, assumono nei disegni la forma simbolica di un triangolo e un cerchio inscritti in un quadrato, forme che costituiscono un principio quasi euclideo dell’analisi della struttura, dello spazio e dei cambiamenti.
Nell’atto codificato di apertura dello spazio digitale dove dimora il terzo gruppo di lavori si aggiungono nuove relazioni e questo ulteriore accumulo solleva interrogativi sul ruolo della partecipazione dell’osservatore e sull’evoluzione della percezione dell’arte nell’ibrido contesto visivo contemporaneo.
La mostra è visitabile fino all’8 aprile 2025 (Studio Tommaseo, via del Monte 2/1; orario mart.-ven. dalle 17 alle 20, ingresso libero).
Đorđe Jandrić
Kodikamo hrpa / Far and Away a Heap
Trieste, Studio Tommaseo, via del Monte 2/1
Venerdì, 28 febbraio 2025, ore 18
Đorđe Jandrić (Zara, 1956) studia architettura all’Università di Zagabria dal 1975 ma interrompe gli studi nel 1978 per iscriversi all’Accademia di belle arti e studia storia dell’arte alla Facoltà di filosofia. Si laurea nel 1985 (J. Biffel, J. Poljan). Inizia a esporre al 13° Salone della gioventù di Zagabria nel 1981. Tra il 1992 e il 1994 è art director della rivista «Kinoteka». Nel 2005 rappresenta la Croazia alla mostra Statue and Object a Bratislava e nel 2008 alla mostra Europart a Ginevra. Dal 2007 al 2022 insegna all’Accademia di arti applicate dell’Università di Fiume. Vive e lavora a Zagabria e fino ad oggi ha tenuto oltre trenta mostre personali e partecipato a circa ottanta mostre collettive nel paese e all’estero. Nella sua permanente ricerca sul concetto di scultura, si esprime in quasi tutti i media visivi (scultura, pittura, disegno, performance, video, film).
Janka Vukmir è una storica dell’arte, curatrice e critica d’arte. È cofondatrice (1998) e presidente dell’Istituto per l’Arte Contemporanea di Zagabria. Precedentemente ha ricoperto il ruolo di vicedirettrice (1993-1996) e direttrice (1996-1998) del Soros Center for Contemporary Art di Zagabria. È curatrice del Premio Radoslav Putar che ha fondato nel 2002 e dal 2025 è presidente di AICA – Croazia.
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